Dal bollo auto per elettriche alle agevolazioni per veicoli storici e persone con disabilità: ecco chi può ottenere l’esenzione.
Il bollo auto non è uguale per tutti. Anche nel 2026 restano diversi casi in cui la tassa regionale sul possesso del veicolo non si paga affatto oppure si paga in misura ridotta, ma bisogna distinguere bene tra regole nazionali e scelte delle singole Regioni. L’errore più comune è pensare che basti avere un’auto “ecologica” o molto vecchia per essere automaticamente esenti: non sempre è così. Per capire chi non deve versare il bollo bisogna guardare al tipo di alimentazione, all’età del veicolo e, in alcuni casi, anche alla condizione personale del proprietario.

Auto elettriche e veicoli storici: quando l’esenzione scatta davvero
Per le auto elettriche la regola generale nazionale prevede un’esenzione per i primi cinque anni dalla data di immatricolazione. Terminato questo periodo, nella disciplina ordinaria si passa a un importo ridotto rispetto a quello di un’auto a benzina di pari potenza. Su questo punto, però, alcune Regioni hanno scelto di fare di più: in Lombardia e in Piemonte per i veicoli elettrici l’esenzione è permanente, quindi il bollo non si paga nemmeno dopo il quinquennio iniziale.
Diverso il discorso per le auto storiche. I veicoli con almeno 30 anni sono esenti in automatico dal bollo, senza necessità di iscrizione a registri storici, anche se quando circolano su strada può essere dovuta una tassa di circolazione forfettaria secondo la disciplina applicabile. Per i mezzi con età compresa tra 20 e 29 anni, invece, l’esenzione totale non c’è: la regola generale è la riduzione del 50%, ma solo se il veicolo è riconosciuto di interesse storico e collezionistico con Certificato di rilevanza storica annotato sulla carta di circolazione.
Disabilità: chi può non pagare il bollo e a quali condizioni
L’altra grande area di esenzione riguarda le persone con disabilità. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che il beneficio può spettare a non vedenti, sordi, persone con handicap psichico o mentale titolari di indennità di accompagnamento, persone con grave limitazione della capacità di deambulazione o pluriamputazioni e persone con ridotte o impedite capacità motorie. In quest’ultimo caso, però, il veicolo deve essere adattato; per le altre categorie indicate, l’adattamento non è sempre richiesto.
L’esenzione vale per un solo veicolo e con limiti precisi: fino a 2.000 cc se a benzina, 2.800 cc se diesel o ibrido, e fino a 150 kW se elettrico. La domanda non è automatica e va presentata all’ufficio tributi della Regione oppure, dove previsto, agli uffici competenti collegati alla gestione della tassa automobilistica.